News from TheLab #04

È arrivato giugno, il mese con più ore di sole, il mese che ci accompagna dentro l’estate. In questo 2020 è anche il mese che ci accompagna fuori dalle nostre case alla ricerca di nuovi equilibri e nuovi modi di vivere gli spazi pubblici, la socialità e il lavoro. In questi mesi cose che ritenevano immutabili sono cambiate in un istante.

Molti si sono dovuti fermare, altri hanno perfino accelerato. Per tutti le regole del gioco sono cambiate.

Cosa è cambiato per voi in questi mesi? Cosa vi è mancato di più?  Cosa avete scoperto su voi stessi che vi può aiutare a ripartire?

In TheLab continuiamo a farci domande assieme a tutti voi. Domande per cui non abbiamo risposte e che proprio per questo, creano lo spazio per opportunità prima invisibili. Con questa naturale curiosità e questa voglia di continuare ad imparare e crescere ci prepariamo per l’estate.

Qui sotto il nostro consueto appuntamento mensile con gli aggiornamenti e le proposte di questa fantastica comunità.

Cartoline di Maggio

A maggio sono partite ben tre nuove rubriche:

  1. I viaggi del sabato: pillole di autostima“con Stefania Petrone
  2. La pausa del mercoledì: riflessioni sulla leadership“con Rossella Pin
  3. Il Pranzo della Domenica: Ritrovarsi a Casa”con Elizabeth Abbot

Siamo felici di vedere che tutte hanno catturato la vostra attenzione. In particolare, Alice Lobo  è diventata una vera rock star in TheLab, speriamo che questo successo non le dia alla testa.

Se ci sono dei temi che vorreste vedere esplorati in TheLab, lasciate un commento a questo post o contattateci. Siamo sempre alla ricerca di nuove idee e anche di nuovi contributori.

Cosa ci aspetta!

Workshop per i Percorsi Basic

A partire da questo mese e per tutta l’estate abbiamo organizzato una serie di appuntamenti all’interno degli ultimi percorso lanciati in TheLab.

Ogni mese ROSELLA EGIONE  vi aspetta per parlare di MindfulnessRossella Pin per discutere di strumenti per la leadership e Angelica Suzzi  per per parlare di come avere cura del nostro benessere.

Gli iscritti a TheLab con abbonamento Basic possono partecipare a tutti gli eventi in calendario. I non abbonati possono partecipare come ospiti ad uno degli eventi per ogni percorso.

I primi appuntamenti sono il 10 giugno con Rossella, il 17 giugno con Rosella e il 24 giugno con Angelica.

Trovate il calendario completo in questa pagina.

Scriveteci se volete partecipare come ospiti ad uno degli appuntamenti.

Presenting The Deeper You

Grazie alla partnership con Skills to influence , coloro che si iscriveranno o rinnoveranno l’abbonamento Extra a giugno potranno accedere al percorso in inglese TALK: Presenting The Deeper You con Ian McKechnie oltre che alla terza edizione de I clienti che cerchi stanno cercando te.

Se sei un professionista, o fai parte di un’associazione o di un’organizzazione, ed hai un’idea per un percorso formativo che vuoi realizzare, noi di MentorLab saremmo felici di supportarti offrendoti la nostra assistenza per realizzare la tua idea. Scrivici a  info@mentorlabgroup.com  se vuoi collaborare con MentorLab!

I piani di abbonamento

Qui sotto trovi una sintesi dei tre piani di abbonamento a The Lab con l’elenco dei percorsi disponibili per ogni piano.

BASIC

Il piano Basic ti offre l’accesso ad una serie di percorsi di auto-apprendimento in modalità solo online. Puoi iniziare un percorso Basic in qualunque momento durante la durata della tua sottoscrizione.

Per gli iscritti al piano Basic include:

  1.  I 10 strumenti per lo sviluppo organizzativo .
  2.  I 7 Passi per il tuo benessere
  3. Gli 8 strumenti della leadership
  4. 5 Momenti di Mindfulness

EXTRA

Il piano eXtra propone percorsi, approfondimenti e strumenti per aiutarti a sviluppare la tua professione. Per tutta la durata della sottoscrizione potrai partecipare a tutti i corsi, programmi, percorsi e workshop (esclusi i percorsi professionalizzanti) disponibili all’interno di The Lab e inclusi nel piano.

Per gli iscritti al piano Extra sono disponibili i percorsi del piano Basic, più:

PLUS

Il piano Plus da accesso a tutti i percorsi offerti in The Lab senza limiti, inclusi alcuni percorsi professionalizzanti riservati ai soli utenti Plus. Inoltre puoi utilizzare fino a 12 sessioni individuali per realizzare il tuo percorso formativo utilizzando la piattaforma di TheLab.

Oltre a tutti i percorsi elencati per i piani Basic e Extra, per gli utenti Plus è attivo il percorso  Vocazione Mentore  (EMCC EQA Bespoke Practitioner).

Per maggiori dettagli sui costi e per iscriversi consulta la  pagina dedicata sul sito.

News from The Lab #02

Grazie alla sua meravigliosa community, The Lab, lo spazio di knowledge sharing di MentorLab, continua a crescere, sia in qualità che in quantità. Se non conosci The Lab puoi trovare maggiori informazioni nella pagina dedicata. Ma il modo più semplice per scoprire il valore di questa community, è farne esperienza diretta. Entrare in The Lab è semplice. Devi solo andare sulla pagina di accesso e registrarti inserendo i tuoi dati e rispondendo a tre domande.

Cartoline di Marzo

Marzo è stato un mese veramente intenso e ricco per The Lab con 40 nuovi iscritti, il lancio del nuovo percorso  I 10 strumenti dello sviluppo organizzativo, l’inizio della seconda edizione de I Clienti che cerchi cercano te, la conclusione della prima edizione di Passione Mentore e infine la partenza di nuove rubriche: Roots and Wings, curata da Giulia Villirilli e Mindfulness curata da Rosella Egione

Questa è l’occasione perfetta per ringraziavi tutti. Siete voi, con l’alto livello della vostra partecipazione, sia in termini di quantità che di qualità dei contributi, che state rendendo questo spazio un angolo meraviglioso di apprendimento e crescita. Grazie per condividere questo sogno con noi!


Anche questo mese La sfida del lunedì si dimostra l’area più effervescente in The Lab. Ma, in questi momenti complicato, la nuova rubrica dedicata alla Mindfulness sta ricevendo molta attenzione. 

Cosa ci aspetta!

Questa settimana parte il nuovo percorso MentorLab Canvas, una raccolta di strumenti creativi per progettare, realizzare e comunicare la tua unicità. Ogni mese esploreremo assieme uno strumento nuovo con contenuti, webinar e un canvas per aiutarti a creare e comunicare il tuo messaggio. In più ogni mese avremo un ospite speciale che ci supporterà. Questo mese parliamo di TALK e il nostro ospite è  Ian McKechnie  che sarà live con noi per una sessione di Q&A venerdì 3 aprile dalle 18:30 alle 19:30.

Trovi tutte le informazioni e le date del nuovo percorso a questo link . Il corso è aperto a tutte le persone che hanno sottoscritto il piano eXtra o Plus. Per partecipare non devi far altro che fare richiesta di entrare nel programma direttamente dalla pagina dei corsi in The Lab. 

Per celebrare il lancio di questo nuovo percorso, il primo modulo e l’evento live sono aperti a tutti coloro che gli iscritti a The Lab. Trovi tutte le informazioni qui.

Partnership

In questi giorni stiamo lanciando il nuovo percorso Fluire con l’Assessorato alle Pari Opportunità del Comune di Pordenone. 

A marzo è anche iniziata una nuova partnership con SCOA -The School of Coaching per il percorso Smart Team Coaching.

Se sei un professionista, o fai parte di un’associazione o di un’organizzazione, ed hai un’idea per un percorso formativo che vuoi realizzare, noi di MentorLab saremmo felici di supportarti offrendoti la nostra assistenza per realizzare la tua idea. Scrivici a  info@mentorlabgroup.com  se vuoi collaborare con MentorLab!

I piani di abbonamento

Qui sotto trovi una sintesi dei tre piani di abbonamento a The Lab con l’elenco dei percorsi disponibili per ogni piano. Tutti i piani hanno una durata di 6 mesi.

BASIC

Il piano Basic ti offre l’accesso ad una serie dedicata di percorsi di auto-apprendimento in modalità solo online. Puoi iniziare un percorso Basic in qualunque momento durante la durata della tua sottoscrizione.

Per gli iscritti al piano Basic è attivo il percorso I 10 strumenti dello sviluppo organizzativo. Altri sono in preparazione e verranno annunciati nelle prossime settimane.

EXTRA

Il piano eXtra ti offrel’accesso ad una serie dedicata di approfondimenti e strumenti. Inoltre per tutta la durata della sottoscrizione potrai partecipare a tutti i corsi, programmi, percorsi e workshop (esclusi i percorsi professionalizzanti) disponibili all’interno di The Lab.

Per gli iscritti al piano Extra sono disponibili i percorsi del piano Basic, più:

PLUS

Il piano Plus da accesso a tutti i percorsi offerti in The Lab senza limiti, inclusi alcuni percorsi professionalizzanti riservati ai soli utenti Plus. Inoltre puoi utilizzare fino a 12 sessioni individuali per realizzare il tuo percorso formativo utilizzando la piattaforma di TheLab.

Oltre a tutti i percorsi elencati per i piani Basic e Extra, per gli utenti Plus sono attivi i percorsi Vocazione Mentore e EMCC EQA Bespoke Practitioner.

Per maggiori dettagli sui costi e per iscriversi consulta la pagina dedicata sul sito.

E-learning: modelli ed applicazioni

La grande maggioranza dei corsi e programmi di e-learning, ovvero erogati tramite una piattaforma telematica accessibile via internet, sono riconducibili a due modelli fondamentali:

  • il Self-paced e-learning o “auto-apprendimento”, basato sulla fruizione autonoma dei contenuti senza la mediazione formativa di un docente ed una tempistica asincrona, ovvero non contemporanea alla produzione dei testi o delle registrazioni audio-video delle teleclassi;
  • l’Instructor-led and facilitated e-learning o “apprendimento interattivo”, basato sulla fruizione online dei contenuti associata ad occasioni di interazione tra gli studenti e tra questi ed uno o più istruttori con una tempistica sincrona (teleclassi in diretta, webinar, chat, ecc.) e/o asincrona (forum, email, messaggi, ecc.).

I corsi in auto-apprendimento cominciarono a diffondersi alla fine degli anni ’90, quando vennero sviluppate le prime piattaforme internet in un mondo che si apriva, piano piano, all’uso quotidiano del web. Da qualche anno a questa parte, la progressiva diffusione dell’internet a banda larga ha reso possibile l’implementazione di corsi e programmi di formazione nei quali si riesce a interagire in diretta con docenti e colleghi in aule virtuali che replicano, con una sempre migliore qualità, le aule fisiche. Lo sviluppo di piattaforme telematiche sempre più sofisticate e, al tempo stesso, user-friendly ha reso possibile riunire gruppi di studenti numerosi come quelli di un corso in presenza con uno standard di qualità audio-video piuttosto elevato.

Oggi come oggi i corsi in auto-apprendimento coprono continuano ad essere diffusi e competitivi soprattutto nella fascia bassa del mercato della formazione di base. Rispetto alla formazione tradizionale in presenza, oltre a risparmiare tempo e denaro, gli studenti possono:

  • gestire con maggiore autonomia le modalità e tempistiche di accesso ai contenuti formativi veicolati da manuali, dispense, registrazioni audio-video, presentazioni, estratti di pubblicazioni, ecc.;
  • definire il ritmo con il quale perseguire i propri obiettivi di apprendimento sulla base delle proprie necessità ed interessi e nel rispetto delle proprie priorità.

Il principale limite della modalità di auto-apprendimento è costituita dall’assenza della mediazione formativa di un docente che possa supportare lo studente nel processo di comprensione ed assimilazione dei contenuti. I programmi di apprendimento interattivo, che si propongono di colmare proprio questo deficit, costituiscono l’alternativa più credibile alla formazione tradizionale. Oltre a garantire agli studenti buona parte dei vantaggi dei corsi in auto-apprendimento, tale tipo di programmi offre agli studenti:

  • il supporto di uno o più istruttori che conducono teleclassi e presentazioni, coordinano condivisioni e discussioni, consigliano letture ed approfondimenti, rispondono a richieste di spiegazioni e chiarimenti, ecc.;
  • l’opportunità di partecipare insieme ai colleghi a simulazioni di situazioni reali, tramite esercitazioni pratiche, sessioni di “role play”, ecc., che consentono di “apprendere facendo”;
  • la possibilità di realizzare un apprendimento collaborativo attraverso discussioni e condivisioni con i colleghi in forum, chat, blog ed altri luoghi virtuali.

L’utilizzo di modalità di apprendimento interattivo ha importanti conseguenze pedagogiche:

  • l’istruttore assume un ruolo di facilitatore dell’apprendimento più ampio e variegato di quello del docente di un corso tradizionale. Le interazioni con gli studenti non sostituiscono l’erogazione dei contenuti, già in gran parte disponibili in piattaforma, ma ne costituiscono un valore aggiunto fondamentale;
  • l’istruttore è chiamato a co-creare e moltiplicare le occasioni di condivisione con la collaborazione dei suoi studenti. Per coinvolgerli e motivarli a partecipare, tutte le attività devono essere personalizzate sulle loro esigenze, i loro obiettivi ed il loro stile di apprendimento. Conoscere il più possibile del profilo personale e professionale dei propri studenti non è, quindi, solo auspicabile, ma indispensabile. Solo così si può rispondere ad ognuno di loro come se il programma gli fosse stato “tagliato” addosso su misura e sfuttarne appieno le potenzialità in termini di apporti e contributi;
  • all’istruttore si richiedono non sole conoscenze teoriche e competenze didattiche ma anche specifiche abilità comunicative e di ascolto, per compensare la perdita di buona parte della comunicazione non-verbale durante le interazioni con gli studenti, una profonda empatia ed una spiccata propensione al servizio nei confronti degli studenti ed ovviamente la capacità di padroneggiare le moderne tecnologie con efficacia;
  • gli studenti possono massimizzare il proprio apprendimento solo se sono in grado di assumersene la piena responsabilità. In questo senso i programmi di apprendimento interattivo risultano particolarmente adatti ai discenti “adulti” che, secondo il celebre paradigma di Malcolm Knowles, preferiscono essere coinvolti attivamente nel processo didattico, imparano meglio se riescono a collegare le conoscenze apprese alle proprie esperienze di vita e di lavoro, sono fortemente orientati al risultato ed amano creare e porre a se stessi gli obiettivi di apprendimento che vogliono raggiungere;
  • le interazioni sincrone tra i partecipanti sono meno frequenti e più distanziate nel tempo di quelle di un corso in presenza. Ciò rende necessario che la qualità di queste interazioni sia mediamente migliore di quella cui siamo abituati in una classica lezione frontale. Le teleclassi devono essere un’esperienza coinvolgente, attiva e dinamica per tutti i partecipanti. A questi non si chiede solo di ascoltare in silenzio senza disturbare gli altri, ma soprattutto di intervenire, porre domande, mettere in discussione costruttivamente quanto affermano gli altri, condividere le proprie esperienze, esprimere le proprie opinioni, ecc. Partecipare ad una teleclasse da protagonista attiva implica un impegno non indifferente. Ne deriva che raramente i programmi interattivi propongano teleclassi della durata superiore all’ora e mezza ed una frequenza maggiore di un incontro a settimana. Ma le interazioni tra una teleclasse e la successiva non devono smettere mai. Può trattarsi di un post su un forum dedicato all’approfondimento di una certa tematica o uno scambio di domande e risposte con l’istruttore o altro, importante è continuare a comunicare e condividere per approfondire e generare apprendimento di lunga durata.

Un programma di e-learning interattivo erogato su una piattaforma ricca di contenuti di elevata qualità e che può contare su istruttori con eccellenti competenze trasversali in grado di stimolare gli studenti ad una partecipazione attiva e responsabile può essere per tutti un’esperienza di apprendimento e sviluppo estremamente efficace e soddisfacente.


Da oggi è disponibile un nuovo percorso di Self-paced e-learning all’interno di The Lab: “I 10 strumenti dello sviluppo organizzativo“. 

Un percorso che presenta alcuni strumenti dedicati a imprenditrici, imprenditori e professioniste/i che desiderano sviluppare la propria organizzazione e la gestione di se stesse/i, delle proprie attività professionali e dei propri collaboratori. 

Il percorso I 10 strumenti dello sviluppo organizzativo sarà fruibile da oggi, 15/03, per tutti gli abbonamenti dal basic in su. Puoi trovare tutti i dettagli sui nostri abbonamenti sulla pagina dedicata.

News from The Lab #01

Grazie alla sua meravigliosa community, The Lab, lo spazio di knowledge sharing di MentorLab, continua a crescere, sia in qualità che in quantità. Se non conosci The Lab puoi trovare maggiori informazioni nella pagina dedicata. Ma il modo più semplice per scoprire il valore di questa community, è farne esperienza diretta. Entrare in The Lab è semplice. Devi solo andare sulla pagina di accesso e registrarti inserendo i tuoi dati e rispondendo a tre domande.


Cartoline da Febbraio

Fra le varie rubriche di The Lab, la sfida del lunedì sta riscuotendo un notevole successo, i tre articoli più visti del mese sono tutte sfide. Ci piace leggerlo come il segnale di una communità curiosa che vuole essere sfidata a crescere, conoscere ed esplorare. Quindi punteremo a sfidare ancora di più la community nei prossimi mesi. E iniziamo a farlo sfidandovi a sfidarci! 

Quali temi o approfondimenti vorreste trovare all’interno di The Lab nei prossimi mesi?

Cosa ci aspetta!

Il 10 Marzo parte la seconda edizione de I Clienti che cerchi cercano te. Trovi tutte le informazioni e le date del nuovo percorso  a questo link. Il corso è aperto a tutte le persone che hanno sottoscritto il piano eXtra o Plus. Le sessioni di group mentoring di questa seconda edizione si terranno il martedì mattina alle 8:00 con il seguente calendario: 10 e 24 Marzo, 07 e  21 Aprile, 19 e 26 Maggio, 09 Giugno (Q&A con Karen Cappello). Se vuoi saperne di più, partecipa all’incontro di presentazione del corso il 5 Marzo alle 18:30. Trovi tutte le informazioni per partecipare a questo link.

Il 15 Marzo parte il nuovo percorso “I 10 strumenti dello sviluppo organizzativo” che sarà disponibile, in modalità solo online, per tutti coloro che hanno sottoscritto il piano Basic o superiore (trovi tutti i dettagli sui piani disponibili in questa pagina).

A marzo partiranno anche due nuove rubriche grazie al contributo di Giulia Villirilli e Rosella Egione. Grazie al loro contributo esploreremo due temi incredibilmente attuali come la leadership e la mindfulness.

Partnership

Siamo felici di annunciare due nuove partnership per MentorLab che ci permettono di dare ulteriore energia alla nostra missione di diffondere il mentoring e il coaching.

Dalla partnership con AIM è nato il percorso Passione Mentore, iniziato il 24 Gennaio.

In questi ultimi giorni abbiamo creato una partnership con Being At Full Potential, per supportarli nel lancio e nell’erogazione del primo percorso di formazione in Italiano per Human Potential Coach. Maggiori informazioni nel pdf che puoi scaricare qui.

Se sei un professionista, o fai parte di un’associazione o di un’organizzazione, ed hai un’idea per un percorso formativo che vuoi realizzare, noi di MentorLab saremmo felici di supportarti offrendoti la nostra assistenza per realizzare la tua idea. Scrivici a info@mentorlabgroup.com se vuoi collaborare con MentorLab!

Vita da mentore: cosa vedono i tuoi occhi?

Uno dei libri che maggiormente ha influenzato la mia pratica di mentoring è “The Mentor’s Guide: Facilitating Effective Learning Relationships” di Lois J. Zachary. Nell’introduzione l’autrice scrive:

Per me, il mentoring è uno stile di vita: è il mio lavoro, la mia passione, e il modo in cui vedo il mondo.

Zachary, L. J., (2012). The Mentor’s Guide: Facilitating Effective Learning Relationships. Jossey-Bass, Preface to the Second Edition, XVIII. Traduzione a cura di Rossella Pin.

Nelle relazioni di mentoring ogni conversazione è potenzialmente uno stimolo a riflettere su chi siamo e come siamo arrivati ad essere ciò che siamo. Questo comporta, nel bene e nel male, anche il porsi delle domande scomode: chi siamo è il risultato di quello che abbiamo scelto di essere e fare giorno dopo giorno, ma quanto queste decisioni sono state basate su ciò che realmente volevamo? Quante sono state condizionate da persone o eventi? Quante ancora sono state il frutto di convinzioni o paure? Qualunque siano le risposte, accettare chi siamo così come siamo e lasciar andare il giudizio sono condizioni indispensabili per cambiare e potersi muovere verso il futuro, per cambiare il modo in cui vediamo noi stessi, gli altri e le sfide che abbiamo davanti a noi.

Per te, il mentoring può essere una piccola parte della tua vita, qualcosa che attrae il tuo interesse o la tua curiosità, un desiderio di restituire quello che hai ricevuto, o qualcosa che hai concordato di fare come parte del tuo lavoro. Tuttavia, a prescindere da come sei arrivato al mentoring, il mio consiglio è lo stesso: se lo devi fare, fallo bene.

Zachary, L. J., (2012). The Mentor’s Guide: Facilitating Effective Learning Relationships. Jossey-Bass, Preface to the Second Edition, XVIII. Traduzione a cura di Rossella Pin.

Come in ogni professione, non ci si può improvvisare mentori. Essere mentori richiede studio, pratica ed un grande investimento su se stessi, prima di tutto.

Per questo ho accettato la sfida postami dalla mia mentore di riflettere su tutto quello che mi ha permesso in questi anni di essere mentore per molti e di condividere tutto quello che ho appreso affinché molti di più lo possano essere nel futuro.

Grazie al team di MentorLab per avermi dato l’opportunità di condividere cosa vedono i miei occhi sulla loro piattaforma!


Scopri di piú sul programma Vocazione Mentore nella pagina dedicata.


Il 5 Settembre alle 21, durante webinar di presentazione del programma Vocazione Mentore, discuteremo con Cristiano Abbate – EMCC Global Individual Programme Manager Accreditation (IPMA), Practitioner level – e Rossella Pin – ICF Master Certified Coach & Registered Mentor, EMCC European Individual Award Senior Practitioner – chiedendoci se tutti i coach possono essere mentori. Clicca sul bottone qui sotto per aggiungere il webinar al tuo calendario.

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Da dove viene il termine “Coaching”?

Bob Garvey, Paul Stokes e David Megginson, citando The Oxford Reference Online, fanno risalire l’origine del termine “coaching” nella lingua inglese al romanzo “Pendennis” di William Thackeray, pubblicato nel 1849. In un suo passo, infatti, mentre stanno tornando all’Università su un calesse trainato da cavalli, un gruppo di studenti intrattengono la seguente conversazione:

“I’m coaching there”, said the other, with a nod. “What?” asked Pen, and in a tone of such wonder, that Foke burst out laughing, and said, “He was blowed if he didn’t think Pen was such a flat as not to know what coaching meant.” “I’m come down with a coach from Oxford. A tutor, don’t you see, old boy? He’s coaching me, and some other men, for the little go.”

B. Garvey, P. Stokes, D. Megginson, Coaching and Mentoring, Theory and practice, Sage publications seconda edizione 2014

Da lì a pochi anni, il termine “coaching” comincia ad essere comunemente utilizzato per indicare l’attività di supporto agli studenti universitari, parallela al tutoring istituzionale, svolta da colleghi, ricercatori o accademici volenterosi.

Frank E. Smedley parla della propria esperienza del coaching mettendone in contrasto gli straordinari effetti con il carattere colloquiale, se non irriverente, del neologismo:

“Besides the regular college tutor, I secured the assistance of what, in the slang of the day, we irreverently termed “coach”, which vehicle for the conveyance of heavy learning (from himself to his pupils), consisted of a gentleman, who but few years older than those whom he taught, possessed more practical knowledge, and a greater aptitude for his highest scientific reasearch, than it had ever before been my fate to meet with combined in one individual. Under his able tuition I advanced rapidly”.

Smedley F. E., Frank Farleigh; or Scenes From the Life of a Private Pupil, Virtue Brothers and Co. 1866


Il 5 Settembre alle 21, durante webinar di presentazione del programma Vocazione Mentore, discuteremo con Cristiano AbbateEMCC Global Individual Programme Manager Accreditation (IPMA), Practitioner level – e Rossella PinICF Master Certified Coach & Registered Mentor, EMCC European Individual Award Senior Practitioner – chiedendoci se tutti i coach possono essere mentori. Clicca il bottone qui sotto per aggiungere il webinar al tuo calendario.

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Quale è il tuo indice E:E?

“Concordo con Schopenhauer sul fatto che una delle motivazioni più potenti che attirano le persone verso la scienza e l’arte è il desiderio di fuggire dalla vita di tutti i giorni.”

A. Einstein

Tutti attraversiamo molti momenti e situazioni negative nella nostra vita. Momenti in cui sembra che l’universo ci remi contro e l’unica cosa che vorremmo fare è fuggire dalla nostra realtà. 

In quei casi possiamo decidere di fuggire all’indietro, rifugiandoci nel puro intrattenimento per nasconderci da una realtà che non ci piace.  Purtroppo, questa opzione porta solo un piacere temporaneo poiché non cambia nulla nella nostra realtà.

Oppure, come ci suggeriscono Schopenhauer ed Einstein, possiamo scegliere di fuggire in avanti imparando e crescendo per costruire una nuova realtà attraverso l’arte e la scienza.

Ovviamente la vita di ognuno è complessa e davanti alle varie situazioni adottiamo di volta in volta atteggiamenti e comportamenti diversi. Ma come facciamo a capire se in generale stiamo fuggendo in avanti, se siamo fermi o se addirittura ci stiamo nascondendo andando all’indietro nella nostra vita?

Uno strumento semplice ce lo offre Brian Tracy, un noto imprenditore e formatore americano. 

L’indice E:E

L’indice E:E è un concetto molto semplice ma incredibilmente rivelatore. Le due E stanno per Education – educazione – e Entertainment – intrattenimento.  Sostanzialmente l’indice E:E mette a confronto la quantità di tempo e risorse che una persona dedica alla propria educazione rispetto a quelle spese per il proprio intrattenimento.

In questo caso con intrattenimento si intende appunto qualunque attività in cui spegniamo il cervello. Dal guardare la TV e navigare distrattamente sul web, andare agli eventi sportivi o partire per una vacanza. Cose che facciamo senza pensare o proprio con l’obbiettivo di non pensare affatto. Insomma, le fughe all’indietro.

Photo by freestocks.org on Unsplash

Con educazione ci riferiamo invece a tutte quelle attività che ci aiutano a crescere, a capire qualcosa in più di noi e del mondo, ad espandere la nostra consapevolezza e la nostra conoscenza. Le fughe in avanti.

L’indice E:E può quindi darci un’indicazione sul verso in cui ci stiamo muovendo. Calcolare quanto tempo e risorse dedichiamo all’educazione e all’intrattenimento può essere un esercizio dai risultati sorprendenti. 

Tracy ha scoperto che le persone di successo, cioè le persone che raggiungono i propri obbiettivi e hanno una vita gratificante, hanno un rapporto E:E che premia l’educazione rispetto all’intrattenimento.

Purtroppo, Tracy dice anche che dalle sue ricerche risulta che il rapporto E:E dell’Americano medio è di 1 a 50. Cioè una sola ora dedicata all’educazione ogni 50 ore spese in intrattenimento. In sintesi si potrebbe dire che spendiamo quasi tutto il nostro tempo a distrarre le nostre menti e pochissimo a nutrirle. Ora, non so quanto possa essere l’indice per l’Italiano medio, spero sia decisamente migliore, ma in ogni caso questo “indice” ci può aiutare a capire in che verso e con quale velocità ci stiamo muovendo.

Il nostro obbiettivo dovrebbe essere il miglioramento del nostro indice E:E per aumentare le nostre possibilità di realizzare i nostri sogni e migliorare la nostra realtá.

Ma come farlo?

Innanzitutto, chiariamo subito due cosa importanti. 

La prima è che l’obiettivo non è eliminare l’intrattenimento ma è identificare attività che aggiungono un valore significativo alla tua vita. Se sono anche piacevoli e divertenti, tanto meglio; sarà più facile iniziarle e sostenerle nel tempo. Pensiamo solo a viaggiare, se fatto consapevolmente è un’incredibile opportunità educativa. In fondo, se ripensi alle migliori esperienze che hai vissuto nell’ultimo anno cosa ricordi con più intensità? Molto probabilmente attività ed esperienze che ti hanno cambiato la vita e fatto crescere.

Il secondo punto è che dobbiamo fare anche attenzione affinchè l’educazione non diventi un’altra forma di intrattenimento. Rischio che corriamo ogni qualvolta l’educazione non porta all’azione e alla pratica.  Se smetti di guardare la TV per leggere un libro, ma poi non usi nella tua vita gli insegnamenti del libro, hai solamente intrattenuto il tuo cervello ma non hai fatto progressi reali. 

Calcola il tuo indice E:E

Il punto di partenza ovviamente è calcolare il rapporto fra educazione ed intrattenimento nella tua via. È piuttosto semplice e lo puoi fare seguendo i seguenti quattro passi:

  1. Porta con te carta e penna per un’intera giornata e registra il tempo che dedichi a ciascuna attività.
  2. Alla fine delle giornata, somma quanto tempo hai trascorso a educare te stesso attraverso libri, podcast, conversazioni, video informativi e altri metodi.
  3. Confronta quel numero con il tempo totale che hai trascorso in puro intrattenimento attraverso la TV, Internet, i giochi, i pettegolezzi.
  4. Dividi i minuti dedicati all’educazione e per quelli dedicati all’intrattenimento. Ad esempio se dedichi un’ora alla tua educazione e tre ore all’intrattenimento, il tuo indice E:E sarà 60:180, cioé 1:3. Il che, secondo Brian Tracy, ti metti fra le persone con ottime probabilità di avere successo.

Prova quindi a cambiare il tuo indice dando piú spazio all’educazione ed osserva quali cambiamenti porta nella tua vita.

MentorLab nasce proprio dalla convinzione che l’investimento sull’educazione sia la chiave per una vita piena e gratificante in ogni suo aspetto, sia sul piano personale che su quello professionale. E che un’educazione sia efficace tanto più porta ad agire e mettere in pratica nel quotidiano ciò che impariamo.  Per questo vogliamo offrire opportunità di migliorare il proprio indice E:E che vadano oltre la semplice conoscenza ma portino sempre ad azioni concrete.

Partecipa ad uno dei nostri prossimi webinar per scoprire di più sul programma Vocazione Mentore. A breve inoltre inizierá il programma I clienti che cerchi stanno cercando te con un’opportunitá unica per chi si iscrive entro il 31 luglio. Oppure puoi unirti a TheLab, il laboratorio dedicato in cui troverai altre persone che hanno deciso di muoversi in avanti investendo sulla propria educazione continua.

Se ti va, facci sapere il tuo indice E:E. Saremmo lieti di aiutarti a fuggire in avanti!

Fare per imparare

Imparare senza fare è come non imparare del tutto. Sapere e non fare è come non sapere.

STEPHEN R. COVEY

È un mantra che mi ripeto ogni giorno.

Come te, dedico ogni giorno del tempo all’apprendimento per espandere la mia conoscenza.
Leggo, studio, intrattengo conversazioni.
Imparo nuove strategie e scopro nuove prospettive. A volte scrivo sulle cose che imparo.

Tuttavia, la cosa forse più importante che ho imparato è tutta la conoscenza del mondo non ha valore se non la trasformo in azione.

Quando studiavo mi dicevano che “sapere è potere”.
Ma non è del tutto vero. La conoscenza è solo potenziale.
È quando trasformazione il sapere in azione che quel potenziale diventa potere.

Quindi, le domande giuste che ci dovremmo fare ogni volta che impariamo o scopriamo qualcosa sono “cosa faccio di questa nuova conoscenza o intuizione? Come posso trasformarla in azione? “.

Quando abbiamo disegnato il corso “I clienti che cerchi stanno cercando te” ci siamo quindi chiesti “come possiamo aiutare i nostri studenti a trasformare ciò che apprenderanno in azioni concrete?”.

La risposta sta proprio nell’agire. Nell’essere noi stessi esempio nel trasformare le conoscenza in pratica e azione.

Comincia ad essere adesso ciò che tu vuoi essere domani.

(William James)

Un’opportunità unica per fare ed imparare

Per questo motivo abbiamo pensato di offrire un’opportunità speciale alle prime sei persone che si iscriveranno entro il 15 ottobre. Oltre a quanto già incluso nel corso, MentorLab fornirà il proprio supporto per la creazione e erogazione del vostro prodotto, servizio, programma o laboratorio.
Questo supporto include:

  1. Una sessione di discovery da fare ad agosto prima dell’inizio del corso. In questa sessione capiremo assieme la tua nicchia di riferimento e i tuoi obbiettivi
  2. Una sessione di progettazione con uno dei nostri mentor in cui definire l’idea su cui lavorare e un piano di azione per dare vita al tuo programma esclusivo
  3. Strumenti e materiale dalla nostra libreria che potrai utilizzare per il tuo programma
  4. Mentoring per la durata del progetto, dall’ideazione fino all’erogazione sulla nostra piattaforma di formazione
  5. Potrai proporre il tuo programma agli utenti di TheLab utilizzando la nostra piattaforma di formazione

Siamo impazienti di vedere cosa può generare la vostra incredibile capacità creativa.

Maggiori informazioni sul corso nella pagina dedicata. Oppure contattaci.

Webinar: Presentazione del corso Vocazione Mentore

“Mentore” è una parola di forte impatto emotivo, capace di suscitare in noi ricordi indelebili e sensazioni profonde. Quando la sentiamo ci viene subito in mente il viso di un amico, un collega, un capo, un vicino di casa o un nonno che, nel nostro passato, ci ha aiutato a diventare gli uomini e le donne che siamo oggi.

Essere Mentori oggi, significa contribuire al promettente futuro di una delle metodologie formative dalle radici più nobili ed antiche.

Vocazione Mentore è il primo corso teorico-pratico di perfezionamento in Italia specificatamente dedicato ai coach che vogliono diventare mentori. Il programma inizia dai fondamenti teorici del “sapere il mentoring”, passa poi all’apprendimento dei più utili strumenti da inserire nella propria cassetta degli attrezzi per “saper fare il mentore”, arrivando infine a padroneggiare le competenze necessarie ad “essere mentori”. Alla fine, i “mentori per vocazione” saranno in grado di mettere a disposizione dello sviluppo dei propri clienti l’esperienza accumulata durante la propria carriera professionale ed i propri valori.

In questo webinar, Cristiano Abbate – Mentoring Programme Manager – e Rossella Pin – ICF Master Certified Coach & Registered Mentor, EMCC European Individual Award Senior Practitioner – ci accompagneranno alla scoperta del mentoring e del programma Vocazione Mentore.

Come e Quando

Ci sono due opportunità per partecipare a questo webinar. Ovviamente puoi partecipare a più date; ogni conversazione sarà unica come le persone che vi parteciperanno.

  • Giovedì 25 luglio 2019 alle 21:00
  • Giovedì 29 agosto 2019 alle 21:00

Il webinar durerà un’ora e verrà erogato utilizzando la piattaforma Zoom e potrai partecipare dal tuo computer, tablet o smartphone. Iscriviti utilizzando il form qui sotto e ti invieremo le istruzioni per partecipare.

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Dalla formazione all’apprendimento, perché anche il mentore apprende e si trasforma

La metodologia formativa del mentoring affonda le sue radici nei principi e nella prassi della formazione degli adulti o “andragogia”, che Malcolm Knowles sintetizza nei seguenti elementi:

  • gli adulti imparano meglio quando sono coinvolti nella diagnosi, pianificazione, implementazione e valutazione del loro apprendimento;
  • i discenti adulti preferiscono auto-dirigere il proprio apprendimento;
  • gli adulti sono più motivati ad imparare quando sentono una determinata necessità di apprendere e riescono ad individuare immediate e concrete applicazioni di ciò che apprendono;
  • per gli adulti le esperienze di vita sono una fonte primaria di apprendimento ed arricchiscono il processo di apprendimento.

Come evidenziato da L. Zachary, l’auto-direzione del processo di apprendimento determina un sostanziale spostamento del controllo del processo stesso dal facilitatore dell’apprendimento (il formatore) a chi apprende (l’allievo). Ne consegue che nel mentoring il mentee è direttamente responsabile del proprio apprendimento. A differenza, però, della tradizionale formazione dell’adulto, il mentore ed il mentee lavorano insieme per raggiungere obiettivi specifici mutualmente identificati nel rispetto delle aspirazioni di sviluppo che il mentee manifesta spontaneamente o che scopre nel corso del percorso con il proprio mentore. Al mentore spettano una serie di funzioni per facilitare l’apprendimento del mentee, come le seguenti:

  • creare un partenariato di apprendimento;
  • aiutare il mentee ad identificare i propri obiettivi di apprendimento;
  • negoziare un accordo di mentoring;
  • aiutare il mentee a restare focalizzato sui propri obiettivi di apprendimento e le strategie per raggiungerli;
  • rivedere periodicamente gli obiettivi di apprendimento per verificarne il livello di raggiungimento.

Si tratta da ogni punto di vista di un “partenariato di apprendimento” che genera una trasformazione sia del mentee che del mentore stesso. Come è possibile? Il mentoring si nutre ed alimenta la struttura cognitiva degli individui che sono coinvolti nella relazione di sviluppo, ovvero il modo con cui essi attribuiscono significato alla realtà, ovvero il tipo di lenti che utilizzano per vedere il mondo. Secondo William Perry l’individuo può aver raggiunto uno dei seguenti quattro livelli di struttura cognitiva:

  • dualismo, quando l’individuo interpreta la realtà come un insieme di dicotomie nette (giusto/sbagliato, vero/falso, noi/loro, ecc.). Un mentee che si trova in tale fase tende a vedere nel mentore una figura autoritaria che dispensa conoscenza e verità. Si aspetta quindi che il mentore diriga il processo di apprendimento. Compito nel mentore è, allora, enfatizzare la natura collaborativa della relazione di mentoring;
  • molteplicità, quando l’individuo accetta che ognuno possa avere la propria opinione su qualsiasi questione. Un mentee in questa fase tende a dare la medesima importanza a qualsiasi informazione possa contribuire ad ampliare le sue conoscenze. In tal caso, il mentore può aiutarlo a soppesare il valore delle diverse opzioni che gli si presentano per massimizzare i risultati cognitivi dei suoi sforzi;
  • relativismo, quando l’individuo percepisce una diversità di opinioni in qualsiasi questione ed è in grado di analizzare le relazioni tra le diverse posizioni. La realtà assume una dimensione qualitativa che varia in relazione al contesto. Un mentee in tale fase vede nel mentore una delle diverse risorse con le quali interagisce. Il mentore può aiutarlo a contestualizzare il suo pensiero per applicarlo al meglio alla situazione che sta sperimentando, migliorando a sua volta il modo con cui contestualizza il proprio modo di pensare;
  • impegno, quando l’individuo è in grado di comportarsi in maniera coerente con il proprio pensiero come sintesi di quanto apprende dagli stimoli esterni nella loro molteplicità e relatività contestuale. Un mentore ed un mentee che ha raggiunto tale fase si aiutano a vicenda a migliorare la propria connessione tra pensiero ed azione, co-creando modalità nuove di realizzazione concreta del proprio potenziale. Maggiore è la diversità di pensiero e di contesto tra mentore e mentee e più elevate sono le probabilità che la relazione di mentoring sia proficua per entrambi gli attori coinvolti.

L’apprendimento reciproco è dunque alla base del mentoring, è la ragione per la quale lo si fa, è il processo che genera e consolida la relazione di mentoring ed è il principale risultato desiderato sia dal mentore che dal mentee. Qualsiasi apprendimento strutturato, tuttavia, è il risultato dell’applicazione di una specifica metodologia formativa, ovvero il complesso delle tecniche e degli strumenti utilizzati dagli attori coinvolti nel processo di trasmissione ed acquisizione di nozioni e conoscenze. Inoltre, le persone sviluppano la propria struttura cognitiva durante tutto il corso della loro vita. Si tratta, quindi, di un processo che ognuno di noi affronta con il proprio ritmo e le proprie capacità. Per questo motivo il mentoring, che è un lungo viaggio in cui mentore e mentee apprendono insieme in una relazione di sviluppo e sostegno reciproco, può rendere il processo dell’apprendimento meno difficoltoso e più ricco di soddisfazioni.

Letture di approfondimento:

  • Malcolm Knowles, The Modern Practice of Adult Education: From Pedagogy to Andragogy, Follett 1980
  • Lois J. Zachary, The Mentor’s Guide, Facilitating Effective Learning Relationships, Jossey-Bass seconda edizione 2012
  • William Perry, Forms of Ethical and Intellectual Development in the College Years:A Scheme, Holt 1970

Non perdere l’occasione di approfondire le radici del mentoring in uno dei prossimi workshop aperti a tutti. Nell’articolo indicato qui sotto trovi tutte le informazioni e il modulo per registrarti.