Identità e Disciplina

Probabilmente hai sentito parlare o letto della famosa “regola delle 10.000 ore“. Utilizzata da molti oratori e motivatori, la regola dice che per raggiungere l’eccellenza, la maestria in qualunque campo dobbiamo essere pronti a fare pratica per almeno 10000 ore.

Definita dal giornalista e autore Malcolm Gladwell nel suo libro “Fuoriclasse. Storia naturale del successo“, è basata sui risultati di uno studio fatto nel 1993 su dei violinisti. Tale studio evidenziava come i migliori artisti avessero dedicato almeno 10.000 ore alla pratica deliberata all’affinamento del proprio talento.

La regola delle 10000 ore è diventata molto popolare ma ha ricevuto anche molte critiche. Sembra infatti suggerire che la pratica e la disciplina siano l’unica via per l’eccellenza, mettendo in secondo piano il talento e l’unicità della persona.

Recentemente, lo psicologo Brooke Macnamara della Case Western Reserve University di Cleveland, ha deciso di ripetere parte dello studio del 1993. I suoi risultati evidenziano come la regola delle 10000 sia, nella realtà, una semplificazione eccessiva. 

Tra artisti altamente qualificati, la pratica smette infatti di fare la differenza. Tutti hanno praticato molto e quindi altri fattori entrano in gioco nel determinare chi arriva a livelli superiori di maestria.

Macnamara afferma che “Quando si tratta di abilità umane, una complessa combinazione di fattori ambientali, fattori genetici, e loro interazioni, spiega le differenze di prestazioni tra le persone“.

Quindi, la disciplina è fondamentale, ma non sufficiente per determinare il risultato finale. Va combinata con qualche altro fattore.

Un’indicazione su quale potrebbe essere uno di tali fattori ci viene da un altro studio fatto negli anni 90 sempre nell’ambito della musica.

Photo by Kelly Sikkema on Unsplash

Nel 1997, il professor Gary McPherson dell’Università di Melbourne, decise di fare un esperimento poco ortodosso per rispondere ad una semplice domanda: Perché alcuni bambini migliorano rapidamente nell’apprendimento di uno strumento, mentre altri no?

Per il suo studio, scelse casualmente 157 bambini di età compresa tra 7 e 9 anni. Per tre anni, li segui tenendo traccia dei loro progressi utilizzando test biometrici, registrando le loro sessioni di pratica e facendo loro moltissime interviste. 

In particolare una domanda si rivelerà determinante.  

Nella prima intervista, ancora prima di iniziare la prima lezione, McPherson chiese ad ogni bambino e bambina: “per quanto tempo pensi di suonare il tuo nuovo strumento?

In base alle loro risposte, i bambini vennero divisi in tre gruppi in base alla lunghezza del loro impegno: a breve, medio e lungo termine.

Ciò che sorprese McPherson fu che gli studenti del gruppo che aveva previsto un impegno a lungo termine, a parità di ore e frequenza di pratica, migliorava ad una velocità quattro volte superiore ai bambini del gruppo che prevedeva di impegnarsi solo a breve termine.

Gli elementi determinanti nel definire la velocità nell’apprendimento non erano quindi il QI, il senso del ritmo o qualche particolare abilità motoria. Niente di tutto questo. 

Le differenti velocità di apprendimento erano principalmente motivate dalla percezione di se stessi che avevano i bambini, prima ancora di iniziare a fare la prima nota.

Nel suo studio, McPherson ha scoperto che a rendere alcuni studenti migliori nell’apprendere lo strumento è che dentro di loro c’era una voce che diceva “sono un musicista” e non solo “imparerò a suonare uno strumento”.

Questo studio ci dice insomma che quando le nostre azioni sono espressione della nostra identità, sono molto più potenti e sostenibili. 

Per raggiungere l’eccellenza e il successo dobbiamo quindi essere in grado di combinare identità e disciplina. L’identità per disegnare la direzione e la disciplina per perseguirla fino ad ottenere il successo desiderato.  

Cioè quello che Don Miguel Ruiz, nel suo libro “I quattro accordi” definisce la disciplina del guerriero cioè “non la disciplina dall’esterno per dirci cosa fare e cosa non fare, ma la disciplina di essere noi stessi, qualunque cosa accada.

In TheLab – lo spazio di knowledge sharing di MentorLab – ricerchiamo, sviluppiamo e condividiamo idee e strumenti che ci aiutano a capire chi siamo e a supportarci nella disciplina necessaria per raggiungere i nostri obiettivi di crescita.

Per maggiori informazioni su TheLab scrivimi a fabio.salvadori@mentorlabgroup.com o contattaci qui.

Per approfondire

0 commenti

Lascia un Commento

Vuoi partecipare alla discussione?
Fornisci il tuo contributo!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *