Nell'immagine sono raffigurati Mentore con il primo mentee, Telemaco.

I protagonisti dei programmi di mentoring: il Mentee

Da tempo si cerca un nome per il “compagno di viaggio” del Mentore che possa rappresentare il suo ruolo nella relazione di mentoring e, al tempo stesso, esprimere le emozioni di chi ha avuto la fortuna di trovare una persona speciale che ha creduto in lui. Ad essere sinceri, nessuno ha ancora trovato un nome veramente convincente. Il temine “Mentee” fu semplicemente derivato da “Mentor” utilizzando il suffisso “ee” che in moltissime parole inglesi di origine francese, come “employee” o “trainee”, indica la persona oggetto di un processo. Letteralmente, quindi, “Mentee” vuol dire “colui al quale qualcuno fa mentoring”. Quando diciamo “Mentee”, insomma, poniamo l’accento soprattutto sul rapporto speciale che lega questa persona al Mentore, piuttosto che riconoscergli un ruolo di partner insostituibile nella relazione di mentoring. Gli antichi romani dicevano “Nomen omen”, ossia “Nel nome risiede il destino”, e il destino del Mentee sembra essere quello di una figura secondaria che vive della luce riflessa del Mentore. Eppure chi fa programmi di mentoring sa benissimo che il buon Mentee fa il buon Mentore. Disporre di uno Sponsor generoso, di un Programme Manager esperto e di un buon numero di Mentori ben formati e volenterosi, infatti, non basta. Bisogna selezionare e formare accuratamente Mentee talentuosi e desiderosi di apprendere che si impegnino a fondo per generare uno sviluppo individuale e collettivo di lungo termine.

Come si capisce se una persona può essere un buon Mentee? L’esperienza e le ricerche condotte da diversi autori ci indicano diverse caratteristiche personali che denotano una buona attitudine ad instaurare relazioni di mentoring proficue:

  • il valore che si attribuisce all’apprendimento, che rende desiderosi di imparare e pronti a non lesinare tempo ed energia nel partecipare al programma;
  • la stabilità nelle relazioni affettive, base solida su cui costruire una relazione di mentoring equilibrata ed armonica;
  • l’apertura mentale, indispensabile presupposto a saper approfittare appieno della relazione di mentoring per esplorare orizzonti e prospettive diverse;
  • l’estroversione, che aiuta a condividere pensieri ed emozioni per convertirli in azione;
  • le capacità di comunicazione, che ci consentono di interagire efficacemente con gli altri per generare cambiamento e sviluppo.

Avere buone attitudini per il mentoring, però, non basta. Il Mentee è responsabile della gestione del processo di apprendimento. Spetta a lui, infatti, decidere come “utilizzare” al meglio il tempo, le conoscenze, le esperienze, il feedback ed i consigli che il Mentore gli mette a disposizione. In un contesto culturale in cui impariamo, sin da bambini, eseguendo le direttive degli insegnanti, non si ha l’abitudine a vivere l’apprendimento da protagonisti. È, quindi, molto importante che il programma di mentoring preveda una formazione iniziale dei Mentee ad alcune competenze di base che spesso non hanno l’abitudine di impiegare in un contesto formativo:

  • tracciare il percorso che intendono seguire: i Mentee devono imparare a visualizzare se stessi nella prospettiva della direzione che vogliono dare alla propria vita;
  • condurre la relazione: i Mentee devono essere in grado di programmare e pianificarne le sessioni, identificare con i Mentori le questioni sulle quali lavorare e discutere apertamente le eventuali problematiche che si dovessero presentare;
  • dimostrare riconoscenza: i Mentee devono prendere consapevolezza del valore del tempo e dell’energia dei Mentori, farne saggiamente buon uso e far sentire ai rispettivi compagni di viaggio la gratitudine per tutto ciò che stanno mettendo loro a disposizione.

Fare bene il Mentee non è, insomma, facile come potrebbe sembrare. Un buon programma di mentoring può garantire ai Mentee notevoli benefici, che vanno ben al di là della generica possibilità di ampliare conoscenze e competenze professionali:

  • avere la possibilità di identificare e discutere i potenziali sviluppi di carriera e di sviluppo personale, ponendosi obiettivi ambiziosi ma realistici rinforzando la fiducia nei propri mezzi e nelle proprie capacità;
  • approfondire la comprensione delle strutture formali ed informali dell’organizzazione di cui sono parte migliorando la propria collocazione al suo interno ed ampliando il proprio network.

I programmi di mentoring di MentorLab prevedono una selezione accurata dei Mentee all’interno dell’organizzazione, la loro formazione ed il supporto continuo da parte di Programme Manager esperti e competenti, affinché per ognuno di essi la partecipazione al programma sia un’esperienza utile e memorabile.


Il mentoring è un’eccezionale opportunità professionale! Per chi desiderasse approfondire il mentoring, vi segnaliamo che sono disponibili i seguenti percorsi:

  • Vocazione Mentore: per coach che desiderano diventare professional mentor (riconosciuto dall’European Mentoring and Coaching Council). Il programma è incluso nel pacchetto Plus di MentorLab.
  • Passione Mentore: per manager e professionisti che vogliono capire come integrare competenze di mentoring nel proprio ruolo. Il programma è incluso nel pacchetto Extra di MentorLab.
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