Dall’executive coaching all’executive mentoring

In alcuni Paesi l’executive mentoring sta progressivamente sostituendosi all’executive coaching. Questo fenomeno è determinato da diversi fattori sia dal lato dell’offerta che da quello della domanda.

Sempre più manager che si avvicinano alla conclusione della propria carriera vedono nel mentoring un’occupazione per il futuro

Dal lato dell’offerta, i manager che si avvicinano alla conclusione della propria carriera e che sono interessati e competenti nello sviluppo delle risorse umane, vedono sempre più il mentoring come un’occupazione (alternativa ad incarichi non esecutivi) nella quale possono continuare ad utilizzare le loro competenze e conoscenze.

Il coaching non fa presa su queste persone per diversi motivi. In particolare:

  • Nel settore del coaching operano in gran parte professionisti con poche esperienze di leadership aziendale. Gli ex leader preferiscono essere valorizzati per la loro esperienza.
  • Nonostante gli sforzi fatti delle organizzazioni professionali del coaching per stabilire degli standard di qualità, nel campo del coaching sono presenti molte pratiche “minori”, alle quali i leader preferiscono non essere associati.
  • Molti coach tendono ad appartenere o alla scuola “hard”, prettamente orientata al risultato, o a quella “soft”: queste due scuole hanno largamente condizionato gli orientamenti del settore. Il mentoring occupa una posizione intermedia, che risulta più accettabile per i leader pragmatici.
  • Per certi versi, il coaching è stato “venduto” oltre misura. Ad esempio, il detto che “un buon coach possa seguire chiunque in qualunque settore” è pericoloso ed eticamente poco corretto – il coach deve conoscere abbastanza il contesto in cui opera il cliente per potergli indirizzare domande ricche di significato e salvaguardarne la sicurezza.
  • I leader efficaci tendono a cercare risultati nel medio termine e assumono questa prospettiva nella propria pratica del mentoring; la maggior parte dell’executive coaching si concentra, invece, su obiettivi a breve termine – spesso su richiesta degli sponsor che intendono perseguire specifici risultati in un certo lasso di tempo.
  • Molte persone hanno vissuto la propria esperienza di coaching principalmente come rimedio a problematiche. Mentre ciò può essere molto gratificante per un coach (sia in termini di soddisfazione che di gratificazione economica), i leader tendono ad essere più motivati quando aiutano gli altri a realizzare il loro potenziale. Anche se, ovviamente, ciò può essere realizzato anche dal coaching, il legame con il mentoring è molto più tangibile.
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