Buone pratiche di mentoring professionale: il caso NCT

Non è facile reperire informazioni dettagliate e testimonianze dirette su programmi di mentoring realizzati da mentori professionisti. Si tratta, infatti, ancora di una minoranza rispetto alla totalità dei programmi, che generalmente coinvolgono solo mentori e mentee interni alle organizzazioni nelle quali vengono svolti. La raccolta di buone pratiche di programmi di mentoring “Mentoring Scheme Case Studies“, curata dagli esperti del SusTainAble MentorIng Network (STAMINa) della Oxford Brookes University, costituisce una pregevole eccezione alla regola. Vi si trovano non solo indicazioni generali su modalità operative, procedure gestionali e modelli organizzativi direttamente applicabili, ma anche una serie di schede dedicate a specifici programmi che, avendo attribuito un ruolo di primo piano a mentori retribuiti per i loro servizi, hanno fatto scuola tra gli addetti ai lavori. La loro lettura è fonte di innumerevoli spunti e ispirazioni che ci incoraggiano a proseguire nella promozione del mentoring professionale che portiamo avanti da diversi anni.

Vi consigliamo, in particolare la lettura della scheda di Cathy Evans sul programma di mentoring più volte realizzato dall’NCT (National Childbirth Trust, www.nct.org.uk) di Londra. Questa organizzazione, la maggiore in questo settore nel Regno Unito, è specializzata nell’organizzazione ed erogazione di servizi di formazione e supporto alla genitorialità rivolti a coppie e single che affrontano la delicata fase pre o post-natale. Un lavoro meritevole e di grande utilità sociale, soprattutto in un contesto urbano sempre più impoverito delle relazioni familiari allargate che, per secoli, hanno aiutato madri e padri a vivere con serenità la straordinaria anche se complicata esperienza dell’arrivo di una nuova vita. L’NCT si avvale della collaborazione di operatori professionali retribuiti, i “Practitioner”, formati con appositi corsi di livello universitario erogati in collaborazione con l’Università di Worcester nelle Midlands Occidentali.

Cathy Evans, Senior Practitioner dell’NCT con un’esperienza ultra-decennale, ci spiega come sin dal 2012 l’organizzazione abbia cominciato ad affiancare alla formazione tradizionale dei propri operatori anche uno specifico programma di accompagnamento dei medesimi nell’inserimento nel nuovo ruolo. I mentori dei colleghi meno esperti sono accuratamente selezionati tra i Senior Practitioner distintisi per competenza, dedizione alle esigenze degli utenti ed attitudine a fungere da modello di ruolo per i compagni di viaggio alle prime armi. In relazione ai risultati di una valutazione personalizzata delle conoscenze e competenze di partenza, i futuri mentori intraprendono un percorso di formazione alla metodologia del mentoring erogato da esperti del settore. Cosa molto interessante è che i partecipanti a tali percorsi ne sostengano personalmente i costi, così come saranno, a loro volta, retribuiti dall’NCT per le sessioni di mentoring che svolgeranno svolte nel quadro del programma. Un superbo esempio di valorizzazione del mentoring professionale sia da parte di chi lo pratica, ed investe il proprio denaro per prepararsi adeguatamente, sia da parte dell’organizzazione che conta sulla competenza e l’impegno dei professionisti cui conferisce un incarico!

Ogni coppia di Senior Practioner – Practitioner si incontra regolarmente per almeno sei mesi per lo più in sessioni svolte al telefono o in video-conferenza al di fuori dell’orario di lavoro. Ai mentori si richiede soprattutto di aiutare i mentee ad affrontare i casi più delicati e complicati facendo leva sulla propria esperienza. Dalle testimonianze riportate, non sono pochi i casi in cui gli operatori, dovendo affrontare delle situazioni di grande stress emozionale dei futuri o neo-genitori, siano chiamati a dar prova di non comuni doti di empatia, approfondite competenze comunicative e collaudate capacità di auto-controllo. Si tratta di un mestiere difficile che può, però, dare grandi soddisfazioni. Il sorriso sulle labbra dei membri di una famiglia serena è spesso la ricompensa più ambita.

Nel corso degli ultimi anni il programma dell’NCT ha avviato con successo al ruolo di Practitioner alcune centinaia di operatori genitoriali. E lo ha fatto grazie al lavoro di mentori professionisti, appositamente formati e retribuiti. Il caso è particolarmente significativo per la sua ampiezza ed il suo impatto sociale, ma non è il solo. I programmi di mentoring professionale si diffondono sempre di più sia nel mondo delle imprese che in quello delle organizzazioni del Terzo Settore, soprattutto nelle realtà medio-piccole in cui è piuttosto difficile reclutare un numero di mentori interni sufficiente ad inserire rapidamente i talenti nei processi operativi e metterli nelle migliori condizioni di sfruttare le proprie capacità per dare un contributo decisivo al successo dell’organizzazione. I programmi di mentoring di MentorLab sono specificatamente progettati combinando il contributo di mentori interni, che sanno esattamente dove intervenire in un’organizzazione di cui conoscono bene vizi e virtù, e mentori esterni, che possono portare nell’organizzazione un ventata fresca di idee nuove ed esperienze di successo dal mondo che la circonda.


Il mentoring è un’eccezionale opportunità professionale! Per chi desiderasse approfondire il mentoring, MentorLab offre i seguenti percorsi:

  •   Vocazione Mentore: per coach che desiderano diventare professional mentor (riconosciuto dall’European Mentoring and Coaching Council). Il programma è incluso nel pacchetto Plus di MentorLab
  •   Passione Mentore: per manager e professionisti che vogliono capire come integrare competenze di mentoring nel proprio ruolo. Il programma è incluso nel pacchetto Extra di MentorLab

Tutte le foto usate nell’articolo provengono dal sito di NCT.

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